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02/09/2010
PROFESSIONE - Riflessioni estive (TAR, cemento armato e titoli a raglio)
TITOLI A RAGLIO
Premetto: chi mi conosce sa che abitualmente non parlo così, ma l'icastica giovanile locuzione mi pare decisamente appropriata.
In vacanza vedo, su ilsole24ore.com, questo titolo: Il geometra è competente solo per progetti leggeri.
Lì per lì mi incuriosisce: sta' a vedere che dovremo pesare le costruzioni, ma sapete com'è coi titoli: innanzi tutto debbono attirare il lettore poi, forse, essere anche attinenti al testo.
Leggo: è il commento ad una sentenza del Tar Campania che, scrive il giornalista, ha dichiarato ...l'illegittimità di un permesso di costruire riguardante la sopraelevazione di un fabbricato a uso abitativo, da realizzarsi con strutture in cemento armato sulla base del progetto redatto da un geometra. Il Tar rileva che la normativa vigente abilita tale categoria professionale soltanto alla progettazione di modeste costruzioni civili e il titolo abilitativo annullato non indicava le ragioni per le quali il comune aveva ritenuto che la progettazione dell'opera potesse farsi rientrare nelle competenze professionali di un geometra, sotto il profilo qualitativo e quantitativo della edificazione, la cui valutazione appartiene al sindacato di legittimità del giudice amministrativo.
Nulla da eccepire: se la legge professionale (R.D. 274/1929) dispone che i geometri siano competenti a progettare modeste costruzioni, non c'è da stupirsi se il giudice amministrativo precisa che una costruzione NON modesta NON possa da essi essere progettata: trattasi di banale sillogismo.
La sentenza è comunque degna di nota perché ripete per l’ennesima volta – sulla scia di altre più famose pronunce – che l'unico criterio da seguire per valutare la “modestia” è quello tecnico-qualitativo, senza che rilevi la presenza o meno di opere in cemento armato.
Ciò consente di ricordare, sul sempre caldo tema delle competenze, e particolarmente a chi ciancia - per lo più a sproposito - di cemento armato, che nel 1929 esso rappresentava una tecnica costruttiva sperimentale e non era quindi strano che si ritenesse corretto limitarne l'uso ai progettisti più esperti (fatta salva la facoltà ai geometri che già la usavano di proseguirvi). Ben prima d’oggi questa tecnica è divenuta poi d’uso comune e figura nei programmi degli Istituti per Geometri da oltre mezzo secolo; sarebbe quindi l’ora di piantarla di sventolare questo logoro vessillo delle presunte incompetenze.
Questo scrivevo circa tre settimane fa ma oggi leggo un titolone su edilportale.com: Strutture in cemento armato: i geometri non possono progettarle.
Mi accingo alla lettura: con buon ritardo, è il commento alla medesima sentenza. Ma il testo smentisce il titolo, perché ripete - e non poteva essere altrimenti - che la questione dirimente non è il cemento armato, ma la “modestia” dell’intervento: e allora, chi li scrive questi titoli raglianti? e a chi giovano questi ragli?
Stefano Batisti