FABBRICATI RURALI - La posizione dei Geometri dell'Emilia-Romagna
Pubblicato il: 26/09/2011
Premessa necessaria: nell'ottica di servizio, cioè della nostra visione di come il Collegio debba operare a favore degli iscritti, abbiamo pubblicato tempestivamente tutte le notizie relative alla vexata quaestio dell'esenzione ICI per i fabbricati rurali e, da ultimo, la modulistica, la circolare e i comunicati vari dell'Agenzia del Territorio, senza alcun commento.
Ciò non comporta, in alcun modo, la nostra supina acquiescenza ad un modo di procedere vieppiù irrispettoso, quanto meno nella sostanza, dei diritti dei cittadini (e dei professionisti che li rappresentano).
Ci riferiamo evidentemente all'eccessivo ritardo nella pubblicazione delle modalità di presentazione delle domande, che sin dal 12 luglio scorso era noto dovessero essere inoltrate entro il 30 settembre, ma le cui concrete modalità operative erano demandate ad un decreto che il Ministero dell'Economia avrebbe dovuto emanare (vedi il breve commento al c.d. Decreto Sviluppo pubblicato il 19 luglio scorso sul sito del Collegio).
A questo punto, al di fuori di ogni polemica, sentiamo di dover fare nostra la posizione con cui la Commissione Regionale Catasto dei Collegi dei Geometri dell'Emilia-Romagna ha stigmatizzato la situazione, pubblicandone di seguito il comunicato.
Stefano Batisti
LE LEGGI IMPROVVISATE – ICI SUI FABBRICATI RURALI
7 GIORNI PER REGOLARIZZARSI
Saranno sufficienti 7 giorni agli agricoltori mobilitati in massa per soddisfare le richieste repentine dello Stato, consegnare l’ennesima improvvisa autocertificazione e guadagnarsi l’esenzione dall’ICI? A quanto pare dovranno bastare viste le disposizioni del D.L. n. 70/11 convertito nella L. 106/11 reso esecutivo, ufficialmente, a partire dal 21/09/2011 cioè a distanza di appena una settimana dalle scadenze previste. Dopodiché, il Governo provvederà a recuperare l’ICI su tutti i fabbricati rurali che non avranno adempiuto in tempo alle disposizioni date. Pare, quindi, che l’esigenza di raggiungere l’anelato pareggio di bilancio stia per comprendere tra le sue “vittime” anche la categoria degli agricoltori.
Esenti solo i fabbricati che rientrano nella categoria A6 (uso abitativo) e D10 (fabbricati strumentali). L’agricoltore in possesso di immobili con categoria diversa da quelle sopra specificate esenti in forza dei requisiti di ruralità indicati dalla normativa, dovrà presentare il tutto all’Agenzia del Territorio Provinciale.Ma facciamo un passo indietro: con la legge 133/94 era stato istituito il Catasto dei Fabbricati, comprendente tutte le costruzioni urbane e rurali senza distinzione; gli immobili dovevano essere classificati con la categoria e la classe corrispondenti, in funzione delle loro caratteristiche proprie (numero dei vani, metratura ed altro).Questo nuovo decreto, di fatto, distrugge quanto fatto negli ultimi diciassette anni per migliorare il Catasto, perché sovvertendo tale principio, sancisce la necessità di modificare le precedenti classificazioni sulla base dell’attività svolta dal soggetto che vi risiede o utilizza l’immobile stesso. Per non parlare poi del fatto che ogni variazione di questa condizione comporterà, in più, una nuova, onerosa variazione catastale.Possiamo affermare che il decreto, così come è stato emesso, mina le fondamenta del federalismo fiscale, visto che sarà compito di un organo statale (Agenzia del Territorio), e non più dei Comuni, valutare fiscalmente se i coltivatori diretti sono in possesso dei requisiti di “imprenditore agricolo” e possono eventualmente beneficiare dell’esenzione dall' ICI.A farne letteralmente “le spese” saranno, quindi, ancora una volta, i cittadini che già avevano dovuto provvedere all’accatastamento e ora dovranno sostenere nuove spese per ottenere semplicemente la conferma di diritti già acquisiti.
Commissione Regionale Catasto dei Collegi dei Geometri dell’Emilia Romagna